Viterbo: Apertura Straordinaria ex Chiesa di Santa Maria della Peste
Data:
11 Dicembre 2025
Nell’ambito delle Giornate dedicate alle aperture straordinarie, si svolgerà, sabato 13 dicembre 2025 ore 11.00, una visita guidata al cantiere in corso di esecuzione del Tempietto ex chiesa di Santa Maria della Peste
Il c.d. Tempietto di S. Maria della Peste è situato tra l’inizio di via Cairoli e piazza dei Caduti prospettante l’ex Chiesa di S. Giovanni Battista degli Almadiani.
Il Sacello, di forma ottagonale, nell’originario contesto era posto in capo al Ponte Tremoli, dove un tempo era situata l’antica Porta di ingresso alla città, e prospiciente il Convento dei Padri Carmelitani della Congregazione di Mantova con l’annessa Chiesa di S. Giovanni Battista degli Almadiani, situato sulla sponda opposta del Torrente Urcionio, e al quale fu storicamente connesso.
Eretto come tempio votivo dedicato a S. Maria della Peste.
Rimane ancora incerta la data di costruzione per la mancanza, finora, di fonti sicure. L’opinione diffusa tra gli storici è che il Sacello fu “unito” alla Chiesa di S. Giovanni Battista degli Almadiani per volere di Papa Leone X il quale concesse vari privilegi e indulgenze al Convento dei Padri Carmelitani della Congregazione di Mantova tra cui, con Diploma del 2 luglio 1519, “… la cappella della Madonna della Peste presso Ponte Tremoli”.
L’assetto strutturale del paesaggio urbano e del contesto monumentale, costituitosi nel corso dei secoli e nel quale fu eretto il Sacello viene stravolto dall’attuazione dei Piani degli anni ’30 attraverso una diffusa pratica di demolizioni di interi quartieri, diradamento edilizio, isolamento e liberazione prospettica dei monumenti, tra i quali il Sacello, risanamento degli habitat definiti “malsani”.
Il Sacello di S. Maria della Peste è sormontato da una cupola ricoperta di laterizi piani posti a “squama” e termina con un lanternino a balaustre. Le pareti esterne sono rivestite di lastre in peperino a bugnato liscio e segnate agli angoli da un ordine di lesene aperte a libro e capitello piatto doricizzante definito in alto da un collarino e, in basso, da una base con toro e cornice a gola diritta. La base, in posizione leggermente rientrante, si sviluppa lungo l’intercolumnio di tutti i lati e termina con uno zoccolo liscio continuo.
L’intero perimetro è coronato da una trabeazione con architrave modanato a doppia fascia, fregio con lacerti di iscrizioni e una cornice scandita da ovuli e lancette. L’aula presenta un pregevole pavimento di maioliche invetriate di formato quadrato di cm 9 per lato che ricopre quasi per intero l’area ottagonale con motivi geometri e figurati, fito-antro-zoomorfi.
La visita al cantiere (solo su prenotazione) sarà curata dal personale della Soprintendenza che accoglierà i visitatori illustrando le attività di restauro e valorizzazione in corso d’opera.
Info: e prenotazioni: vedi locandina allegata
Ultimo aggiornamento
12 Dicembre 2025, 08:45
Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l'Etruria Meridionale