I libri di Vecchiarelli editore e di Silvio Cappelli
Data:
5 Novembre 2026
a cura di Barbara Conti
Due libri consigliati
“Vecchiarelli editore: costruzione di un catalogo culturale”
e “Luci spente cuori accesi. Vita, storia e memoria del Cinema Teatro Nazionale” di Silvio Cappelli
Il 3 ottobre 2026 a Manziana, presso l’ex area industriale MOTOSI nel bosco Macchia Grande, veniva presentato il libro a cura di Irene Gudima sui 40 di attività della Casa Editrice Vecchiarelli Editore, ricordando l’impegno che da sempre l’editore ha messo nella diffusione, conoscenza, promozione e salvaguardia del patrimonio culturale e archeologico del territorio, di Manziana e del circondario.
La storia della casa editrice è strettamente legata a quella del territorio. Un impegno che si fa ancora più stringente nel ricordo del padre del fondatore della stessa Livio Vecchiarelli, a cui un giusto tributo commosso era dovuto e che è stato raccolto dai più di 100 partecipanti presenti all’evento.
Non a caso il volume edito per l’occasione che ne raccoglie la storia si intitola proprio: “Vecchiarelli editore: costruzione di un catalogo culturale”, con la prefazione di Chiara Faggiolani e una nota di Giovanni Solimine. Pertanto l’Ufficio, nella persona del soprintendente arch. Margherita Eichberg non può che rilevare il valore delle pubblicazioni di Vecchiarelli per la conoscenza della storia dei nostri centri e del paesaggio.
Ma l’attività di Vecchiarelli non si arresta qui. A distanza di un mese, infatti, mercoledì 4 novembre, vi è stata la presentazione di un altro volume che si lega a Vecchiarelli. Stiamo parlando del volume di Silvio Cappelli dal titolo “Luci spente cuori accesi. Vita, storia e memoria del Cinema Teatro Nazionale”; ma, come anticipato poco fa, Vecchiarelli editò un altro libro di Cappelli, presentato a Palazzo Patrizi Clementi: “Pier Paolo Pasolini: dalla Torre di Chia all’Università di Viterbo”.
Intanto ricordiamo un altro appuntamento che vede una collaborazione fra l’editore Vecchiarelli e la Soprintendenza. Quella in occasione della presentazione di un altro importante manuale, in occasione, il 7 novembre dello scorso anno a Palazzo Farnese di Caprarola, dell’incontro conclusivo del secondo ciclo di Occasioni farnesiane, rassegna dedicata alla valorizzazione degli studi sul patrimonio culturale legato alla famiglia Farnese. In quel caso si trattò del volume Fabiano Tiziano Fagliari Zeni Buchicchio. Architetti e architetture negli archivi della Tuscia farnesiana. Studi 1979–2019, a cura di Fausto Nicolai (Unitus) e Yuri Strozzieri, pubblicato come detto da Vecchiarelli Editore, che vide il contributo e il sostegno della Fondazione Carivit e del Comune di Bolsena.
Un omaggio a Fagliari Zeni Buchicchio, scomparso nel 2021, ma anche un’iniziativa che rientrava nel quadro delle attività promosse dall’Università degli Studi della Tuscia, impegnata in due progetti PRIN (bandi innovativi di ricerca e di studio promossi e istituiti dalla Direzione Generale della Ricerca del MUR) dedicati alle tematiche farnesiane.
Anche quest’ultimo esempio ci fa capire l’importanza e il peso che la casa editrice ha assunto nel tempo. Esistere e resistere sul mercato per quarant’anni non è impresa da poco, soprattutto per la valenza culturale, la portata informativa la e potenza nel formare e forgiare una cultura, una mentalità e un approccio letterario, in grado di dare un modo nuovo di leggere e capire il patrimonio culturale e non solo. Tutto questo è un atto di responsabilità che Vecchiarelli, nella figura di Varo Augusto si è assunto, ha portato avanti e continua a perseguire con successo.
Responsabilità che richiede una progettualità dietro la programmazione e la scelta delle pubblicazioni, evidenzia Faggiolani. Nella tesi di laurea (magistrale in Linguistica a Sapienza Università di Roma), racchiusa nel libro, di Irene Gudima, il catalogo diventa uno scrigno di memoria, un contenitore che contiene però anche implicitamente e indirettamente tutto l’insieme di relazioni che padre e figlio hanno saputo costruire nel tempo con il tessuto sociale, culturale e umano; locale soprattutto.
Gudima arriva a parlare di “infrastruttura culturale” in grado di diffondere sapere che, pur nella specificità dei temi specialistici, non risulta mai settoriale, ma riesce a trovare una continuità di presenza sul mercato. Questo grazie anche al continuo interscambio con università, biblioteche, centri di ricerca, studiosi, direttori di collana. Sperimentando a volte, ma senza mai perdere i propri caratteri identitari di approfondimento soprattutto. Puntando sulla qualità dei contenuti, oltre e non solo sulla quantità delle informazioni e dei dati.
Più che un imprenditore, l’editore Vecchiarelli diventa l’ideatore di un circolo letterario culturale, non formalmente costituito ma esistente, di una comunità di lettori fedeli e affezionati, come una grande famiglia costruita sulla fiducia. In questo clima diventano tutti coprotagonisti, e coproduttori del prodotto culturale medesimo.
Il libro si chiude con un commovente ricordo di Livio Vecchiarelli.
Ultimo aggiornamento
5 Novembre 2026, 08:57
Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l'Etruria Meridionale