I colori che ritornano. Un patrimonio ritrovato. Le lastre dipinte etrusche riunite nel loro territorio

Data:
16 Settembre 2026

A cura di Barbara Conti

Oltre un centinaio i visitatori che hanno partecipato all’inaugurazione della mostra “I colori che ritornano” sulle lastre ceretane.

Un’occasione straordinaria che vede riunite le lastre provenienti dal sequestro del 2016 a Ginevra, ad opera del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, le quattro tavole praticamente integre intercettate nel 2019 dalla Guardia di Finanza, e il resto delle opere rientrate in Italia grazie a diversi accordi internazionali di diplomazia culturale, tra i quali è doveroso citare quello con la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen e con il Manhattan District Attorney’s Office di New York a seguito di importanti e successive indagini giudiziarie da parte dei Carabinieri TPC.

Le lastre sono databili ai primi del VI sec a.C. (in un arco temporale compreso tra il 530 e il 480 a.C.). È l’epoca in cui a Caere, tramite i contatti derivanti dagli scambi commerciali e da traffici sul Mediterraneo, giungono artigiani provenienti dalla Grecia orientale nelle città etrusche.

Non si è trattato solo di un’operazione di “diplomazia culturale” significativa, come ha tenuto a precisare la dott.ssa Rossella Zaccagnini. Si tratta di opere importanti sicuramente da un punto di vista sia archeologico che storico-artistico, grazie ad una tecnica specifica peculiare che fa riferimento a un preciso metodo di cottura in forno che le rende uniche; non va in ogni caso dimenticato l’interesse iconografico trasmesso, che mostra contemporaneamente temi provenienti dalla Grecia e peculiarità etrusche. L’effetto che ne deriva è a tal punto evocativo da trasmetterci, come ha sottolineato il soprintendente arch. Margherita Eichberg; “non solo colori, ma soggetti e storie”. I protagonisti delle lastre sono impegnati in scene ricche e vivaci, incentrate sui temi più disparati: dallo sport al convivio. I fregi delle lastre fittili, caratterizzate dal rosso e dal colore ‘caldo’ della terracotta, riportano raffigurazioni (che potremmo definire dinamiche nella loro staticità e immutabilità dell’eternità artistica e mitologica culturale che incarnano) a tema mitologico, coreutico-musicale, simposiaco, atletico-sportivo, militare e rituale.

Perciò i soggetti raffigurati non sono solo personaggi, ma diventano l’impersonificazione dei valori simbolici e metaforici che rappresentano.

Per il momento l’allestimento espositivo è temporaneo alla Manica Lunga del Castello di Santa Severa; il progetto prevede che le lastre trovino la loro collocazione definitiva proprio qui, a corollario del nuovo allestimento del ricco Antiquarium degli scavi di Pyrgi (condotti da oltre 60 anni dalla Sapienza Università di Roma), porto dell’etrusca Cerveteri, già nell’edificio esterno al castello adesso adibito esclusivamente a deposito e laboratorio. Il nuovo allestimento è stato previsto al termine dei lavori che la Regione Lazio sta effettuando nei due cortili disimpegnati dalla Manica Lunga.

Una nuova visita guidata alla mostra è prevista per sabato 19 settembre prossimo con doppio appuntamento: alle ore 16 con la visita agli scavi da parte del personale della Soprintendenza e dell’Università Sapienza di Roma, a partire dalle ore 17:30. La mostra resterà poi aperta tutti i giorni, dal martedì alla domenica, dalle ore 16 alle ore 18 fino alla fine di ottobre. Un ringraziamento dovuto per il supporto va ad Eos Arc, che ha curato l’allestimento dell’esposizione.   


Castello di Santa Severa (Manica Lunga. Antiquarium di Pyrgi)

Prossimo appuntamento sabato 19 settembre e, fino ad ottobre, dal martedì alla domenica dalle 16 alle 18

Sabato 19 settembre prossimo: ore 16 visita agli scavi a cura del personale della Soprintendenza e, alle ore 17:30 alla mostra


Ultimo aggiornamento

16 Settembre 2026, 09:45