Montalto Eventi – Estate 2026: Il Tramonto con gli Etruschi
Data:
20 Luglio 2026
a cura di Barbara Conti
𝐆𝐢𝐨𝐯𝐞𝐝𝐢̀ 𝟗 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟖:𝟑𝟎 in occasione del primo appuntamento della III edizione della rassegna “Il Tramonto con gli Etruscchi”, tenutosi a piazzale Tirreno – Lungomare Harmine – a Montalto Marina / Montalto di Castro, è intervenuta la funzionaria archeologa referente di zona della nostra Soprintendenza, la dott.ssa Simona Carosi su “Tomba 58 della Necropoli dell’Osteria e la Bioarcheologia a Vulci”.
L’iniziativa è stata arricchita dalle Performance di danza a cura della ASD Centro Studio Danza di Lorella Rocchetti, da intrattenimenti musicali.
Un’iniziativa organizzata col supporto di TCM -Turismo & Commercio Montalto, con il contributo di Regione Lazio, ARSIAL e in collaborazione con Fondazione Vulci e Fondazione Solidarietà & Cultura Onlus.
Scoperta nell’ottobre del 2023 e datata alla fine del VII sec.a.C., la Tomba, che presentava due camere sepolcrali occupate da due uomini adulti (di età compresa tra il 20 e i 40 anni) è diventata un esempio di buona prassi per la tutela, la conoscenza, la ricerca e la musealizzazione. Infatti, dopo il restauro di varie decine di oggetti del corredo ceramico e di metallo, tutto il suo percorso è divenuto una mostra e un catalogo scientifico.
La rassegna vede, in una location suggestiva, il lungomare di Montalto di Castro, l’alternanza di più voci, quella del chairman Daniele Mattei, degli esperti in dialogo con lui, ma anche momenti di performance di ballo accompagnate dalla musica dal vivo.
L’occasione del racconto della scoperta della tomba ha permesso anche di ripercorrere importanti momenti di disseminazione della cultura come il 50 Convegno di Studi etruschi ed Italici che si è tenuto a Montalto di Castro nell’ottobre 2025 dedicato interamente a Vulci e l’inaugurazione della mostra “Vino. Dono degli dei. La Tomba 58 dell’Osteria-Area C e la bioarcheologia a Vulci” di cui al catalogo relativo.
Accompagnati dalla brezza marina, si è affrontato il tema degli scavi all’Osteria, con le vecchie e le più recenti scoperte e di come le scienze applicate all’archeologia (la chimica, la paleobotanica, le analisi effettuate per il restauro, l’archeozoologia) aiutino spesso in modo determinante la ricostruzione degli usi e costumi dell’antichità, anche in contesti spesso non integri, a causa di manomissioni clandestine.
Il pubblico è stato profondamente colpito dalla narrazione del ritrovamento dei resti di un cagnolino (uno dei più antichi esemplari di piccola taglia) nella tomba 42; della “sacerdotessa” della tomba 48, una giovane donna morta di scorbuto, forse a causa di una dieta particolare, nel cui corredo è stato trovato un aspersorio per l’acqua del Nilo di fattura egizia, ma soprattutto dei materiali proprio della tomba 48: le due camere, una integra, l’altra alterata, hanno restituito rispettivamente (Camera A): anfore etrusche tra cui una iscritta con il nome di colui che (Velcha Felusna) potrebbe essere suggestivamente un produttore e di vino e un cofanetto con resti vegetali (acini d’uva mummificati, sorbe tagliate a metà) e (Camera B): anfore greche (di probabile produzione da Clazomene) insieme a un set da banchetto con numerosi vasi in bucchero. In entrambe le camere, armi (coltello, lancia, ascia) tra cui in particolare, una mazza in pietra forse simbolo di uno specifico potere militare.
In chiusura, le proposte per il futuro: Vulci che è stata designata la “capitale” della ricerca archeologica per quest’estate 2026, vedrà in settembre, sempre grazie alla collaborazione tra Soprintendenza e Fondazione Vulci, l’avvio delle indagini nel sito delle Murelle, con il supporto dell’Università di Londra, dell’Università Federico II di Napoli e delle Università di Friburgo e Magonza.
Continuano senza sosta, le collaborazioni con Enti di Ricerca per l’archeologia sul campo e di laboratorio. “Si disegna così il percorso di una filiera che va dalla scoperta archeologica, alla ricerca, passando per le analisi laboratoriali, per giungere fino alla valorizzazione del nostro patrimonio, in una collaborazione attiva tra pubblico e privato, che mette in rapporto tra passato e presente”, ha commentato la dott.ssa Carosi.




Ultimo aggiornamento
20 Luglio 2026, 15:24
Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l'Etruria Meridionale