Civita Castellana: Presentati i risultati della campagna scavi giugno 2026 a Falerii, Vignale

Data:
15 Luglio 2026

a cura di Barbara Conti

Era il 25 giugno scorso quando, al Museo Archeologico Nazionale dell’Agro Falisco e Forte Sangallo, dopo la visita agli scavi, sono stati presentati i primi risultati della campagna di scavi al Vignale a Civita Castellana del giugno 2026. Ora i reperti sono al vaglio del restauro.

Da sottolineare, però, in primis è il coinvolgimento diretto e attivo degli studenti dei corsi di Laurea Triennale (LT) e Magistrale (LM) in Scienze Archeologiche e Archeologia della Sapienza e degli specializzandi della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Ateneo romano, a garanzia di una formazione sul campo continua e interdisciplinare; anch’esso un obiettivo non di poco conto.

I laboratori di ricerca e didattici resteranno attivi da ottobre a maggio con cadenza settimanale e sessioni intensive nei mesi di gennaio e maggio. L’attività dei laboratori spazierà in quattro ambiti di ricerca; lo studio delle 5 sepolture infantili (di cui 3 integre), databili tra la fine del VII e la prima metà del VI sec. a.C., che vede un doppio intervento: l’analisi antropologica effettuata in collaborazione con il servizio di BioArcheologia del Museo delle Civiltà (équipe della dott.ssa Alessandra Sperduti); quelle archeobotaniche e palinologiche a cura del Dipartimento di Biologia Ambientale della Sapienza (équipe della prof.ssa Laura Sadori); quelle sui residui organici rinvenuti all’interno dei vasi del corredo funebre e sulle ceramiche, in collaborazione con il Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria “Giulio Natta” del Politecnico di Milano (dott.ssa Letizia Ceccarelli).

Sarà invece L’Équipe del Prof. Luca Rigobianco dell’Università Ca’ Foscari Venezia ad occuparsi di indagare la parte relativa all’epigrafia.

“Il rinvenimento più importante – commenta la prof.ssa Biella – è proprio di carattere epigrafico. Si tratta di un’iscrizione incisa prima della cottura su un vaso di impasto realizzato senza l’ausilio del tornio, che sembrerebbe costituire una delle più antiche, se non la più antica, testimonianza di scrittura nel territorio”.

Una rarità. Non meno novità inedite le offriranno I numerosi e rilevanti materiali protostorici. I primi risultati saranno illustrati dal 4 al 6 settembre prossimi, nell’ambito convegno di Preistoria e Protostoria in Etruria: “Scavare, Conservare, Esporre. Raccontare la preistoria e protostoria”. A presentarli saranno la direttrice Sara De Angelis (MIC-Direzione Regionale Musei Nazionali Lazio) e il dott. Marco Pacifici (Università per Stranieri di Siena).

I laboratori non termineranno comunque con le analisi sui resti. Infatti si è già al lavoro per reperire i fondi necessari a una possibile breve campagna di scavo straordinaria da effettuarsi prima della sessione annuale del giugno 2027. “L’obiettivo sarà quello – spiega ancora Biella – di indagare tempestivamente un gruppo di strutture idriche di particolare rilievo emerse nel giugno 2026, i cui dati saranno fondamentali per ricostruire il tessuto urbano della prima Falerii”.

In questo programma die lavori, non mancherà il supporto della Soprintendenza per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, che – oltre alla sua supervisione e all’alta sorveglianza – compartecipa attraverso il regime di concessione ministeriale nell’ambito del quale opera il gruppo del Dipartimento di Scienze dell’Antichità di Sapienza Università di Roma, guidato dalla prof.ssa Maria Cristina Biella.



Ultimo aggiornamento

15 Luglio 2026, 13:13